Misure protettive nella CNC anche contro un solo creditore: il decreto del Tribunale di Trani conferma il divieto erga omnes di azioni esecutive
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Il Tribunale di Trani, con decreto del 1° luglio 2026, ha confermato per 120 giorni le misure protettive ex art. 19 CCII richieste da una S.R.L. nell’ambito di una Composizione Negoziata attivata nei confronti di un unico creditore. Il provvedimento chiarisce un punto operativo di grande rilevanza per l’imprenditore in crisi: le misure protettive operano nei confronti di tutti i creditori, anche quando la negoziazione riguarda un rapporto debitorio isolato. Un precedente prezioso per chi si trova sotto pressione esecutiva da parte di un singolo istituto o fornitore.
Metto a disposizione il decreto integrale del Tribunale di Trani, opportunamente anonimizzato (OMISSIS) per la tutela della riservatezza delle parti.
Molti imprenditori arrivano allo studio nella stessa condizione: un unico creditore — quasi sempre una banca, una società di cartolarizzazione o l’Erario — ha notificato atto di precetto e minaccia il pignoramento di conti correnti, immobili strumentali o beni aziendali.
La reazione istintiva è tentare una trattativa individuale, che però parte da una posizione di debolezza: il creditore ha già in mano un titolo esecutivo e non ha alcun incentivo a negoziare finché non trova un ostacolo procedurale.
La Composizione Negoziata della Crisi (CNC), disciplinata dagli artt. 12 e seguenti del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), offre proprio questo ostacolo: un congelamento legale delle azioni esecutive per un periodo fino a 120 giorni, prorogabili.
Il decreto del Tribunale di Trani del 1° luglio 2026
Con provvedimento reso dalla Giudice delegata della Sezione civile — area commerciale / crisi d’impresa, il Tribunale di Trani (R.G.V.G. 2026) ha confermato le misure protettive richieste da una S.R.L. che aveva presentato domanda di protezione ex art. 17 CCII contemporaneamente all’iscrizione dell’istanza e dell’accettazione dell’esperto nel registro delle imprese.
Nel decreto si legge che “appare opportuna una conferma delle misure, al fine di consentire maggiori interlocuzioni con il creditore [omissis] S.p.A.”: il riferimento al singolo creditore, al singolare, evidenzia che la CNC era stata strutturata proprio per gestire un rapporto debitorio isolato.
Nonostante ciò, il dispositivo P.Q.M. dispone testualmente “il divieto di tutti i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive, mobiliari ed immobiliari, sul patrimonio della società debitrice”, fissando in 120 giorni la durata a decorrere dalla pubblicazione della domanda.
Perché questo passaggio è importante
Il decreto conferma tre principi operativi di grande utilità pratica:
1) Il contraddittorio è integro anche senza convocare tutti i creditori.
La Giudice richiama espressamente il principio per cui “nella disciplina delle misure protettive serventi il percorso di composizione negoziata si immagina che quanto meno i creditori che hanno in corso procedure esecutive o cautelari o le hanno preannunciate debbano essere sentiti in contraddittorio […] mentre per converso non è né ragionevole né necessario coinvolgere qualunque creditore”.
👉 In concreto: non serve notificare l’udienza a tutti i creditori dell’azienda, ma solo a chi ha già intrapreso o preannunciato azioni esecutive/cautelari. Un vincolo procedurale più leggero che rende lo strumento accessibile anche in tempi molto stretti.
2) L’effetto delle misure è erga omnes.
Anche se la negoziazione è mirata su un solo creditore, il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive vale per tutti i creditori dell’impresa: l’azienda ottiene così uno scudo generale che le consente di continuare l’attività senza il rischio di aggressioni collaterali da parte di altri soggetti (fornitori, Erario, terzi).
3) Il parere favorevole dell’esperto è dirimente.
La conferma è stata pronunciata “dopo aver sentito l’esperto”, che ha rilasciato “parere favorevole alla conferma delle misure richieste” attestandone l’idoneità a garantire il buon esito delle trattative. È la conferma dell’importanza di costruire, sin dall’istanza iniziale, una relazione tecnica solida che convinca l’esperto della sostenibilità del percorso.
Cosa può fare l’imprenditore in questa situazione
Se la tua azienda si trova sotto la pressione di un singolo creditore aggressivo — banca, cessionario di crediti cartolarizzati, fornitore strategico, Agenzia delle Entrate — la CNC con richiesta di misure protettive può essere lo strumento adatto anche se il resto della posizione debitoria è sotto controllo.
Presupposti da verificare:
• squilibri patrimoniali o economico-finanziari che rendono probabile la crisi o l’insolvenza (non serve essere già insolventi);
• risanabilità dell’impresa;
• attivazione tempestiva: il ricorso ex art. 19 CCII va presentato subito dopo l’iscrizione dell’istanza nel registro imprese, per beneficiare della protezione fin dalla pubblicazione.
Cosa si ottiene:
• blocco di tutti i pignoramenti mobiliari e immobiliari per fino a 120 giorni prorogabili;
• sospensione delle azioni cautelari sul patrimonio;
• divieto per i creditori di acquisire diritti di prelazione non concordati;
• una finestra negoziale reale con l’assistenza di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.
Il video: spiegazione in 60 secondi
Ho sintetizzato il caso e i principi operativi in un breve video pubblicato sul canale TikTok dello studio.
Il decreto di Trani è la conferma pratica di ciò che sostengo da tempo: la CNC non è uno strumento riservato ai casi di crisi conclamata, ma una leva strategica utilizzabile anche in scenari mirati, come la difesa da un singolo creditore che ha già avviato o preannunciato l’esecuzione.
La tempestività è tutto: una volta pignorati i beni, gli spazi negoziali crollano. Il momento giusto per agire è quando arriva il precetto — o, ancora meglio, quando si intravede la prima crepa nella capacità di far fronte agli impegni finanziari.
Lo Studio DoMaLegal assiste imprese e imprenditori in tutte le fasi della crisi d’impresa: analisi preliminare della posizione debitoria, accesso alla piattaforma telematica CNC, ricorso al Tribunale per le misure protettive, strategia di negoziazione con banche e creditori istituzionali, chiusura con accordo o soluzione concorsuale minore.
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